








Progetto "Scacchi a scuola"
Le basi del progetto
Negli scorsi anni l’attività scacchistica scolastica in Liguria è stata portata avanti con l’impegno saltuario di alcuni Istruttori F.S.I., ed i risultati di questa attività a carattere spontaneo e non sufficientemente organizzata sono stati abbastanza limitati nel tempo. Il nostro progetto nasce in parte dalla consapevolezza che l’utilizzo pedagogico del gioco degli scacchi sia uno strumento educativo innovativo, ed in parte dalla valutazione che abbiamo fatto del progetto “Scacchi a scuola in Piemonte 2005/2009”, il quale ci ha ispirato per la capacità che ha avuto di fornire la necessaria continuità all’impiego del gioco in ambito scolastico negli anni.
L’utilizzo pedagogico del gioco degli scacchi
L’esercizio del gioco degli scacchi permette la trasposizione delle competenze anche in ambiti differenti da quello logico – matematico, che è senz’altro peculiare a questa attività, ma favorisce anche lo sviluppo di altre qualità tipicamente “umane”. Per esprimere compiutamente questo aspetto si riportano di seguito le parole del prof. Roberto Trinchero – Facoltà di Scienze della Formazione , Dipartimento di Pedagogia Sperimentale dell’Università degli Studi di Torino: …“ Il gioco degli scacchi è indubbiamente uno dei giochi che da millenni più affascina il genere umano. La parola “scacchi” evoca i concetti di “strategia”, di “cognizione”, di “previsione”, di “sfida cerebrale” tra contendenti, di “gioco che assorbe totalmente il giocatore”. Il gioco è un’attività indispensabile per l’essere umano. Huizinga (in Homo ludens, 1938) assimila il gioco all’esperienza estetica e culturale, sottolineandone il valore simbolico-rappresentativo. Vygotskji scorge nei giochi intellettuali non solo un elemento utile in vista di una formazione cognitiva, ma una forza attiva nell’evoluzione socio-affettiva dell’alunno, che nel gioco cerca e trova spazio di manovra della sua creatività esistenziale. Secondo l’approccio costruttivista, il gioco ha una valenza fondamentale nell’apprendimento, soprattutto per l’importanza che riveste nella formazione delle strutture cognitive del bambino. Il gioco è uno degli elementi attraverso i quali il bambino esplora il mondo e costruisce le strutture che gli consentono di attribuire significati alle sue esperienze, una palestra in cui il bambino-costruttore, crea, assembla e affina le sue capacità cognitive, emozionali e relazionali, in vista delle future attività che si troverà ad intraprendere nel mondo. Quando si cimenta in una partita a scacchi, il bambino-costruttore assume il ruolo di simulatore di situazioni, di costruttore di strategie, di valutatore di rischi e benefici annessi a ciascuna delle strategie possibili. Gli scacchi sono una vera e propria “palestra cognitiva”: non a caso la maggior parte degli studi sui processi cognitivi coinvolti nei giochi si sono concentrati sugli scacchi”... La ricerca scientifica “Gli scacchi: un gioco per crescere”, eseguita dal prof. Trinchero e dalla prof.ssa Piscopo nel 2007 ha dato risultati significativi. E’stata realizzata in scuole piemontesi dove l’avviamento al gioco è stato effettuato mediante i protocolli didattici F.S.I., gli stessi che verranno impiegati nel nostro progetto. Anche il Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) ha riconosciuto l’enorme valore pedagogico-formativo del gioco degli scacchi stipulando nel 2008 un protocollo d’intesa con la Federazione Scacchistica Italiana.
La continuità del progetto
L’utilizzo di un sistema pedagogico ha bisogno di una sufficiente continuità per essere valutato correttamente. Dove si è potuto coordinare meglio l’attività scacchistica scolastica i risultati hanno indicato una crescita esponenziale delle richieste di attivazione dei corsi da parte delle scuole, dovuta alla loro più che positiva considerazione degli effetti dell’inserimento di questa attività.
Il progetto “Scacchi a scuola in Piemonte 2005/2009”,unico in Italia, ha portato il Piemonte all’avanguardia in Italia nella diffusione scacchistica scolastica e si colloca tra i principali progetti in ambito internazionale. I numeri del progetto piemontese sono impressionanti: nell’anno scolastico 2007-2008, 229 scuole coinvolte, 912 classi,17486 allievi tra scuola primaria,secondaria inferiore e superiore per un totale di 11.267 ore di lezione.( si può consultare a tal proposito www.turinchessinschools.com. )